Di Irene Panighetti

«Ce l’ho solo
io»: quando
l’unione dà più forza tra unicità e originalità

L'INIZIATIVA 06 nov 2020
Adele Patti del negozio «Ce l’ho solo io!» di via Porcellaga concorre anche a nome del gruppo Adele Patti del negozio «Ce l’ho solo io!» di via Porcellaga concorre anche a nome del gruppo

Vorrebbero partecipare come gruppo più che come singole le tre ragazze e il ragazzo che animano «Ce l’ho solo io» un negozio di abbigliamento femminile in via Porcellaga 13 dove si vendono solo pezzi unici e, una volta venduto il capo, non se ne trova uno uguale.

MA «COMMESSI DELL’ANNO» è una sfida individuale quindi è Adele Patti a concorre per tutti, consapevole che ogni voto che riceverà sarà anche per «Damiano il nostro visual, Alessandra la nostra sarta, Lia l’addetta al negozio», precisa Patti, fondatrice, 8 anni fa e insieme all’amica Lia, del primo negozio di questo genere che era in vicolo Del Carro e oggi, da 5 anni, nell’attuale sede. Nel cambio di postazione si sono aggiunti due nuovi amici e così il gruppo oggi è talmente completo e talmente affiatato da aver dato il nome anche ad una linea della loro produzione: «Dala, dalle iniziali dei nostri nomi, è la linea basic, cioè capi costruiti in più pezzi, ma sempre limitati, tinta unita e con varie taglie». L’altra linea invece è quella della «fantasia e dell’unicità – continua ancora Patti – produciamo noi dall’inizio, dal modello al taglio, dal confezionamento finale; tutto con tessuti italiani e materiali di qualità. Il nostro laboratorio è la nostra fucina artistica, dove sperimentiamo ogni giorno qualcosa di diverso, a partire dal grande studio che abbiamo alla base». La cura al dettaglio è probabilmente uno dei punti di forza maggiore anche dello spazio: la vetrina è allestita con attenzione alla stagione, alla luce del sole, a ciò che si vede all’interno e quando si guarda una vetrina così non si scorda facilmente. Così come è difficile da dimenticare l’atmosfera dentro il negozio, nelle sale colorate e piene di tocchi di originalità, dalle statue agli specchi, senza dimenticare l’esposizione. Il valore aggiunto è comunque sempre l’accoglienza, sorridente, amichevole e che mette a proprio agio.

«LE NOSTRE clienti sanno che da noi tutto è molto pulito e, in questa nuova era Covid, hanno la sicurezza che ogni capo è sanificato dopo ogni prova», garantisce Patti che non può non sottolineare quanto «sia cambiato anche il nostro lavoro: le clienti hanno più timore a spendere e pure ad uscire di casa». Un lavoro che adesso rischia di interrompersi di nuovo a causa delle regole per la Lombardia previste dall’ultimo Dpcm. Inserito nel contest di «Bresciaoggi» su suggerimento della mamma di Alessandra, che ha una sartoria in Borgo Trento e che si è raccontata qualche giorno fa sulla pagina dei Commessi dedicata a questo quartiere, adesso questo negozio si sente «in ballo e quindi balleremo, suggerendo a clienti e amici di votarci!». • © RIPRODUZIONE RISERVATA