Di Irene Panighetti

Il sorpasso di
Francesco: «Il
lavoro è la priorità. Non perderò un colpo»

04 nov 2020
Francesco Piermaria al negozio Blu Kids del centro FlaminiaFrancesco, originario di Assisi, si è trasferito a Brescia un paio di anni fa Francesco Piermaria al negozio Blu Kids del centro FlaminiaFrancesco, originario di Assisi, si è trasferito a Brescia un paio di anni fa

Un sorpasso cercato e conquistato quello di Francesco Piermaria, commesso nel negozio di abbigliamento per bambini Blu Kids all’interno del centro commerciale Flaminia di via Sorelle Ambrosetti e sul podio più altro della seconda classifica della sfida «Commessi dell’anno» di Bresciaoggi.

PERCHÉ se la scorsa settimana il giovane toscano trasferitosi a Brescia da poco tempo se l’aspettava di non essere in testa, questa volta alla prima posizione ci sperava, in seguito all’impegno profuso nei giorni scorsi per diffondere la notizia della sua partecipazione alla gara e invogliare amici, parenti e clienti a votare per lui. «Sono partito con 10 giorni di ritardo, nel senso che mi sono messo in gioco dopo 10 giorni dall’inizio dell’iniziativa di Bresciaoggi – racconta – perché ho vissuto nella mia città natale, Assisi, fino a circa due anni fa e ancora non ho una cerchia di conoscenti e relazioni molto ampia anche perché fino ad oggi, e tutt’ora, la mia priorità è il lavoro, al resto ci penserò in futuro, quando mi sentirò più stabile in questa città che mi piace molto e dove vorrei restare». Piermaria ha deciso di partecipare perché «un mio amico bresciano mi ha detto che mi aveva votato, sebbene io non sapessi della possibilità libera di partecipazione al contest di Bresciaoggi – prosegue – solo un paio di giorni dopo del, diciamo endorsement del mio amico, il direttore del centro commerciale ci ha comunicato che avremmo partecipato e quindi ho deciso di provarci. Seguo tutti i giorni l’evolversi della situazione, ho letto le interviste ai primi della scorsa settimana e ho notato subito che il numero delle donne in gara, così come l’ammontare dei punti delle prime, è enormemente superiore a quello degli uomini. Come lo scorso anno si rivelano più brave, forse più competitive». A proposito di differenze tra donne e uomini, lavorando in un negozio di articoli per bambini il nostro commesso si relaziona maggiormente con «mamme, anche se non mancano padri e pure nonni. Le clienti in ogni caso si rivolgono a me senza indugi quando vedono che in negozio ci sono solo io perché con le colleghe siamo organizzati a turni». Del resto, al di là dei pregiudizi socio-culturali che persistono latenti nell’immaginario comune italiano, ciò che conta in questo lavoro è essere sempre accoglienti e disponibili, oltre che competenti. Il primo aspetto a Piermaria deriva dall’esperienza a casa sua, ad Assisi, una città «votata al turismo e dove io stesso ho eseguito qualche lavoretto mentre frequentavo il liceo scientifico, oltre a dare una mano ai miei genitori nella gestione della loro attività di bar e di negozio di souvenir – valuta il giovane che invece ha acquisito la competenza specifica sul prodotto che vende oggi – direttamente da Blu Kids: ho seguito la formazione aziendale e ho imparato sul campo a conoscere i tessuti e tutte le particolarità, Del resto per consigliare bene occorre sapere i dettagli di ciò che vendi». Immerso in un’atmosfera di famiglie pensa mai alla sua di possibile genitorialità? «È inevitabile immaginare un proprio progetto di famiglia, per tutte le persone soprattutto alla mia età – ammette – inoltre il mio contesto lavorativo favorisce questa riflessione, ma per ora sono tutto concentrato sul lavoro, non ho ancora nemmeno costruito una rete di socialità estesa proprio perché la priorità è il lavoro, per ora. Ma partecipare a Commessi dell’anno è un buon modo per conoscere nuove persone e farsi conoscere, sia a livello personale sia a livello aziendale, quindi il mio impegno sarà al massimo. Non ho ancora pianificato strategie ma non perderò un colpo!». •