Tra futuro e
tradizione i commessi
in Valsabbia puntano sulla qualità

L'INIZIATIVA 27 nov 2020
Giuliana Caini al banco del panificio-pasticceria Facchetti che si trova ad Agnosine da oltre 50 anni Giuliana Caini al banco del panificio-pasticceria Facchetti che si trova ad Agnosine da oltre 50 anni

L'iniziativa di Commessi dell'anno continua a riscuotere grandi consensi in tutta la provincia. In ogni zona della provincia: ad esempio in Valsabbia sono diversi gli esercizi commerciali che guardano con il sorriso al nostro contest. E sono sempre belle le storie da raccontare, tra tradizione e modernità.Ad esempio a Vestone, dove sorprende l'entusiasmo di Michela Flocchini, 46enne di Avenone che vive a Mocenigo e conduce da sola il negozio «Parrucchiera Michela» in via Glisenti: «Ho studiato da parrucchiera alla Scar di Roè Volciano. Poi ho lavorato un anno a Ponte Caffaro e sette a Mocenigo, quando nel 2000 la parrucchiera per cui lavoravo ha ceduto l'attività. Io, che lavoravo con il sogno d'un negozio tutto mio, ho preso la palla al balzo. Così é nato "Parrucchiera Michela" A Mocenigo ho lavorato 10 anni. Poi nel 2010 ho scelto di spostandomi in centro a Vestone, dove sono tuttora». Una passione nata presto la sua: «Da ragazzina lavoravo su di me con trecce e colori vari. E facendo quelle prove ho capito qual'era la mia strada, che ora sono contenta di percorrere». Con 2 figli, Lucrezia di 22 anni e Maurizio di 18, che non seguiranno la sua strada, dopo quasi 30 anni Michela si aspetta di continuare per altri 20 sempre da sola: «È una mia scelta, fatta subito e proseguita nel tempo. Va bene così, e con passione mi occupo di taglio maschile come di quello femminile, e mi sbizzarrisco in colore, sfumature, riflessanti. Ma il mio vero cavallo di battaglia sono le acconciature da sposa: taglio e preparazione vanno fatti in base all'abito da sposa. E questo impegno mi dà tante soddisfazioni».

A BARGHE INVECE il «becher» è arrivato nel 1930: Osvaldo Zabeni conosciuto come «Brintì», era arrivato dalla macelleria di Vobarno accompagnato da Domenica Fontana. Poi nel 1970 il loro posto lo prende il figlio Remo Andrea, che nel 1974 sposa Piera Crescini: «Allora si macellava. Ora non più, dal 1990». Nel 2006 subentra poi la figlia Michela, da cui il nome «Macelleria Zabeni Michela», a Barghe da 90 anni ma oggi tutta al femminile con a capo Michela aiutata da mamma Piera, «bechera» da 46 anni.«Si può dire che praticamente sono nata in macelleria - spiega Michela -, subito appassionandomi al lavoro. E se penso al futuro, forse ci sarà mio figlio Daniele, 14 anni. Chissà. O il piccolo Leonardo con la gemella Emma, 4 anni, figli di mio fratello Osvaldo Andrea. Ma per ora il futuro della macelleria dopo di noi è incerto». E mentre Michela parla del futuro, e mamma Piera racconta il passato: «Ora si vende carne facile da cucinare, ma un tempo, con la donna a casa, andava tanto il lesso perché c'era tempo per cucinare. E la selvaggina, oggi non più trattata. E piacciono invece molto salame, cotechino e luganega nostrani, prodotti da noi».Curioso come, pur stando sempre a contatto con la carne, Michela e Piera ne sono ghiotte: «Se un giorno non la mangiamo, ci manca. Per noi proprio non è vero che il troppo stufa».

PASSANDO ad Agnosine invece ecco il panificio pasticceria «Facchetti» che c'è dal 1968 con la torta di rose e la sua ricetta segreta: «Si, la conoscono tutti e vengono a prenderla anche da lontano. È un dolce casalingo del passato con qualche modifica nel tempo. «Nel 1968 - spiega Giuliana Caini sempre al banco, mentre al forno ci sono il marito Massimiliano e il figlio Michael - arrivò Domenico Facchetti di Livemmo, che già faceva il "piccolo" nel panificio di Renzana, con la moglie Olga Simoni, a rilevare la gestione Gezzoli». Nel 1984 arrivò il figlio Massimiliano, e nel 1992 subentrò la moglie Giuliana. Nel 2015 è quindi arrivato Michael, il loro figlio 28enne: «Mio marito allargò la produzione e a pane, torte e biscotti aggiunse pizze e grissini, ed ora anche caffetteria e gastronomia con il boom del settore integrale e salutistico con prodotti quali farro, soia, sesamo, avena». Nel 2017 poi il negozio si sposta a Trebbio in via Marconi, nel palazzo Reguitti: «Il nostro punto forte è sempre la torta di rose, e vendiamo anche 250 torte a settimana». E come vedete adesso il vostro futuro? «Continuare così felici di fare il nostro lavoro, contenti di venir qui al mattino. Chi entra non è mai solo un cliente: è coccolato, riceve sempre un sorriso e una buona parola, esce soddisfatto. Perché noi puntiamo solo su prodotti belli, buoni e genuini».