I negozi di intimo sono ormai rari da trovare, se si escludono le catene dei grandi marchi che hanno le loro vetrine nei centri commerciali e nelle vie dello shopping delle città. Quindi la nostra iniziativa «Commessi dell'anno» è stata dedicata a un'impresa davvero ardua. Perché i negozi di intimo e merceria, che non più di una ventina d' anni fa si ritrovavano nei quartieri della periferia di Brescia, adesso sono quasi scomparsi e sopravvivono un po' in centro. È il caso dello storico negozio «Rovetta la lingeria» che ha due sedi, entrambe in corsetto Sant'Agata e che vanta una storia ultracentenaria: come attestato da una targa esposta nella boutique del civico 25/A questa attività affonda le sue radici nel lontano 1780: «Sono commesso da allora - ironizza Pierangelo Simoni, che da una quarantina d'anni gestisce il negozio - mentre nell'altro, a pochi metri da qui, è impegnata principalmente una delle tre mie figlie».
ELEGANZA impeccabile, pipa d'antan tra le labbra nei momenti in cui può abbassare la mascherina, Simoni ricorda «la passione» che ha sempre messo in questo lavoro. «Lasciarlo in eredità a mia figlia dà un senso maggiore a tutto ciò, mi fa sentire di non aver trascorso la vita lavorativa, che è fatta di soddisfazioni ma anche di tanti sacrifici, invano». Commessa di intimo e merceria da generazioni anche Micaela Matelloni, che gestisce il piccolo e accogliente negozio «Micheli» di corso Mameli 2: «È l'attività di mia nonna, mia mamma e ora mia - spiega con un sorriso -: adesso non so se resterà in famiglia perché ho 2 figli e i maschi non sono propriamente adatti, in questo negozio di intimo femminile». Per il momento Micaela è ancora giovane e il pensiero della pensione è lontano, quindi lei si dedica alla sua boutique. «Dove sono cresciuta, perché ero sempre qui tra i bottoni e i reggiseno - ricorda -: poi ho studiato lingue perché quando si è giovani si pensa di andare chissà dove, in giro per il mondo, ma poi sono rimasta qui, è qui il mio posto, questi i miei prodotti che mi piace raccontare alla clientela, mi piace farli conoscere e far uscire le donne contente di ciò che hanno acquistato».Stessa competenza verso ciò che propone è quella di Sara Falsetti che da 3 anni lavora a Socks di via X Giornate, una realtà che ha una storia più breve, molto più breve di quella dei due negozi precedenti, ma che per questo non è certo di qualità inferiore. «Vendiamo calze, ma anche intimo e costumi, tutti prodotti da artigiani italiani, anzi bresciani, e ci teniamo che le persone lo sappiano - spiega la giovane che ha iniziato questa avventura di commessa per caso -: «prima lavoravo in discoteca e una sera il titolare di Socks mi ha vista e mi ha proposto di provare qui. Sono rimasta». Il negozio è stato fermo per tanto tempo quest'anno, e non è stato il solo. Tre mesi di lockdown: «Abbiamo riaperto da inizio mese con il "Fuori tutto", prima di proporre la nuova collezione».